nome e sigla del modello: dati ed un poco di storia

 

 

Scheda Ducati RR1350 e RR2403.1

Dati caratteristici.

produzione: Italia

anno: RR2403.1 (1946-48); RR1350 (1951-53)

circuito: Superetrodina

valvole: quattro valvole + raddr.

gamma: RR2403.1 O.M./O.C.;RR1350 O.M.(O.C. var.)

alimentazione: da rete

mobile: bachelite (vari colori)

dim.: 21x15x14cm(RR2403); 20,5x11x17,5 (RR1350)

produzione: numeri non disponibili

prezzo al pubblico: non disponibile

Punti +/– dell'apparecchio.

Questi due modelli Ducati (azzurro e bordeaux RR2403.1; nero e bianco RR1350) potrebbero essere considerati, per lo stile ed i materiali usati, apparteneti alla corrente che negli anni '40-'50, cercava di coniugare design e progettazione tecnica attenta "ai vuoti ed ai pieni" (cioè primi sforzi di miniaturizzazione dei circuiti). L'immagine che mostra il telaio aperto del mod.1350 ne è una dimostrazione. Il circuito è supereterodina, del tutto convenzionale, con alcuni brevetti che derivavano dalle origini di produttore di componenti che aveva caratterizzato la precedente attività della Ducati. La ricerca di uno stile lo si può rilevare anche nel tipo di carattere scelto per le scritte della scala parlante nel modello RR2403.1.

 

 

 

 

 

 

 

Brevi note sull'azienda.

La Società Scientifica Radio Brevetti (S.S.R.B.) Ducati, nasce nel 1926 a Bologna per merito dei fratelli bolognesi Ducati. Si occupa di produrre componenti per il nascente settore radio che non trovava valide aziende locali in questo settore e che doveva dipendere dall'estero. Ai primi successi, sffianca attività in nuovi settori elettrici ed elettronici, divenendo, in breve, una azienda all'avanguardia tecnologica con spazi di mercato anche all'estero. La produzione di apparecchi finiti inizio solo nel 1940, subendo presto una interruzione per gli eventi bellici ed i bombardamenti che distrussero gli stabilimenti bolognesi di produzione. La vecchia Ducati fallì e la nuova, tra le diverse linee di attività, riprese anche quella dedicata alla radio. La produzione ripartì, ma si interruppe definitivamente agli inizi degli anni cinquanta.