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Radiomarelli

Radiomarelli

Il signor Ercole Marelli nasce a Milano nel 1867 e, dopo una giovanile esperienza come operaio presso il Tecnomasio Italiano, fonda la Società Ercole Marelli (1891) come ditta individuale in Milano che costruisce, inizialmente, apparecchi elettromeccanici. Nel 1919 la Ercole Marelli e la Fiat, attraverso una joint-venture, fondano la F.I.M.M. (Fabbrica Italiana Magneti Marelli) con un primo stabilimento presso Sesto San Giovanni (MI). Dopo un inizio dedicato alla costruzione di parti elettromeccaniche per auto, nel 1929 su decisione del Sen. Giovanni Agnelli (fondatore e presidente della FIAT) e di Antonio Stefano Benni (presidente della Ercole Marelli) viene fondata la Radiomarelli al fine di produrre e commercializzare, in Italia, apparecchi radio. La direzione operativa fu affidata all’ing. Quintavalle. La localizzazione produttiva fu negli stabilimenti di Sesto S.Giovanni (Milano) occupando più di 800 operai.

Marelli-Stabilimento

I primi modelli Radiomarelli vennero prodotti con brevetti americani e molti di questi avevano lo stesso “design” delle radio American Bosch (filiazione americana della casa madre tedesca). Il logo ed anche lo slogan commerciale sono identici: “The best in radio” diviene “Il meglio in radio”. In seguito furono prodotti apparecchi radio di progettazione autonoma con valvole di produzione italiana: FIVRE (Fabbrica Italiana Valvole Radio Elettriche) era un’azienda incorporata nel gruppo Magneti Marelli. Il successo degli apparecchi Radiomarelli è immediato; oltre alla validità tecnica si affianca anche una valida e capillare organizzazione commerciale di vendita. Ai primi modelli vennero dati nomi legati alla mitologia: Musagete (1930), Coribante (1931), Tirteo (1935), Taumante (1935). Dopo la fondazione dell’Impero, i nomi dei modelli si ispirarono a località africane, luoghi di vittoriose battaglie o, comunque, legati alla presenza italiana in Africa Orientale: Axum(1937), Dubat(1937), Ual Ual (1937), Assab (1938-39) o anche di stelle: Alcor (1937), Merak (1937), Mizar (1937), Altair (1938), Aldebaran (1938-39). Il dopoguerra portò tempi duri anche per la Radiomarelli. Occorreva rinnovare le fabbriche e aggiornarsi tecnicamente per mantenere il prodotto concorrenziale su un mercato aperto a tutte le novità mondiali. Nei primi anni ’70 la SEIMART, Consorzio statale, rileva le attività cedute dalla Marelli, ma finisce tutto nel nulla dopo pochi anni di languente attività. Produsse anche con il marchio West.

Radiomarelli ebbe (negli anni ’50) anche una organizzazione commerciale (S.E.R.T.), localizzata a Milano, dedicata all’esportazione. Le sigle degli apparecchi si differenziavano per una lettera che seguiva i numeri.

Per saperne di più sulle disavventure dell’industria elettronica “pubblica” clicca qui.

F.I.V.R.E. (Fabbrica Italiana Valvole Radioelettriche).

Nel 1932 i fratelli Quintavalle (dei tre, l’ing Umberto Quintavalle era il direttore operativo della Radiomarelli) costituirono, a Pavia, la F.I.V.R.E. creando così un importante vantaggio competitivo per la Radiomarelli. La produzione fu su licenza R.C.A. Radiotron, inizialmente usando macchinari di produzione americana. Esisteva anche un accordo commerciale con la Tungsram per le valvole europee.

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F.I.V.R.E. produceva, nel 1935, oltre 600.000 valvole all’anno e nel 1936 ben 80.000 al mese. Questo successo (anche in qualità) permise la fornitura anche ad altri costruttori italiani di radio, riducendo le importazioni. La concorrenza internazionale cerco di arginare il successo contingentando la fornitura delle materie prime per la produzione delle valvole, il che costrinse la F.I.V.R.E. a ricorrere all’autarchia, per altro ben vista dal regime in quel periodo storico, ed ad autocostruirsi i macchinari di produzione con soluzioni innovative ed originali. Un secondo stabilimento di produzione di valvole trasmittenti fu aperto a Firenze nel 1938/39 che negli anni ’50 produrrà anche cinescopi per televisori. Gli avvenimenti che seguirono portarono prima alla creazione di una nuova società (VALFIVRE) e quindi alla progressiva chiusura dell’attività.

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(contributo della Redazione)

La storia della Ercole Marelli e del suo fondatore in una ricerca molto documentata del prof. Luigi Lavia.

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Una ricerca storica di grande interesse, completa di ampie fonti documentali.
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Caratteristiche di alcuni modelli

CLICCANDO SULLA COPERTINA SI VEDRÀ LA PRODUZIONE DELL’ANNO RELATIVO.

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Cliccando sulle immagini si avrà l’ingrandimento delle stesse.

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La costruzione della nostra Enciclopedia si basa, per il numero dei modelli e le relative sigle, sul Manuale Angeletti (ed. 6/65) mentre, per le immagini, sui Cataloghi ANIE editi nei vari anni dal 1955. Ricordiamo che non tutte le aziende produttrici di apparecchi radio erano associate A.N.I.E. (Ass. Naz. ind. Elettriche ed Elettroniche). L’uso delle immagini A.N.I.E. garantisce l’originalità delle stesse e dei relativi dettagli, anche a scapito della loro nitidezza. Naturalmente, se disponibili, verranno pubblicate anche foto “dal vivo” ed immagini, sempre rispettose della originalità del modello illustrato.

Cliccando sulla copertina si otterranno le sigle degli apparecchi radio Radiomarelli prodotti complessivamente.

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Radiomarelli RD 229

Anno di fabbricazione : —

Tipologia : radio da tavolo
Circuito : Supereterodina (con C.A.V.)
Valvole : 12BE6; 12BA6; 12AT6; 50B5; 35X4

Altoparlante : magneto dinamico
Gamme d’onda : O.M.
Alimentazione : da rete
Mobile : in plastica di diversi colori
Dimensioni in mm: 27 x 10 x 15 cm.

Prezzo L. n.d.
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