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Galena Chiappo

Galena Chiappo

Dati  Tecnici :

produzione:Italia
anno: 1925
circuito: tradizionale a galena
valvole: nessuna
gamma: O.M.
alimentazione: nessuna
mobile: bachelite stampata
dim.: 21,5×13,5×12,5 cm.
produzione: numeri non conosciuti
prezzo al pubblico: non disponibile

Descrizione dell’apparecchio

Entriamo con questo semplice apparecchio ricevente nella vera storia della radio. La sua semplicità concettuale e di costruzione, permetteva una “gestione” intuitiva da parte dell’utente e ciò rese la radio galena (come si diceva con semplicità) attuale in varie fasi della sua storia. Agli inizi, anni ’20, la radio a galena era popolare per questioni di costo e per la possibilità di autocostruzione anche da parte di chi non aveva cognizioni tecniche; negli anni bui della democrazia italiana, per la sua rapida possibilità di occultazione e di elusione del canone; infine fu strumento di speranza da parte di coloro che in situazioni di terribile prigionia, sentiva la flebile e tremula voce della libertà. Detto questo, l’apparecchio in sè non ha particolari pregi ed è assolutamnete tradizionale nei componenti. Il contenitore di bachelite era “innovativo” rispetto ai più tradizionali contenitori in legno.

Brevi note sull’azienda

In questo caso, parlare di azienda è sicuramente eccessivo. La ditta Felice Chiappo di Torino era un rivenditore di strumenti musicali con negozio in centro città. All’inizio delle trasmissioni circolari in Italia (1924) la Chiappo fu una di quelle realtà commerciali che cavalcò prontamente la novità, aggiungendo ai suoi prodotti tradizionali la radio. La produzione diretta durò pochi anni e il marchio (noto anche come Radio Perfecta) rimase, ma distribuendo prodotti terzi.

Altre info&foto

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La scatola, sia pure di cartone, denota un oggetto che doveva servire ad un regalo, completo di tutti gli accessori. Il contenitore in bachelite stampata ove è contenuto tutto il circuito; la cuffia per l’ascolto individuale; il “detector”, supporto in metallo e vetro, con il fatidico “baffo di gatto” per la ricerca del punto di ascolto; infine, l’antenna con il dispositivo  “tappo luce” per sfruttare la rete elettrica come antenna ricevente.

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La base di bachelite è dotata di  boccole ove inserire il “detector”, la cuffia e le “banane” di antenna e terra.

 

 

 

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La semplicità dell’insieme, la sua maneggevolezza e, cosa importante, il fatto che il dispositivo fosse svincolato dalla necessità di alimentazione esterna, lo rendeva estermamente “appetibile”, anche se le prestazioni erano limitate e soggette alle situazioni geografiche. Quel poco di energia necessaria per il suo funzionamento era ottenuto dallo stesso circuito di antenna.

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I due schemi qui riprodotti testimoniano la semplicità di funzionamento di una “galena”. D è il dispositivo di rivelazione del segnale, mentre C (condensatore variabile) e la spirale L (la bobina) costituiscono il sistema di sintonia. La cuffia permetteva l’ascolto dei segnali rivelati.

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