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Radiomarelli Filomele

Radiomarelli Filomele

Dati  Tecnici :

produzione: Italia
anno: 1932-33
circuito: Ultradina (particolare tipo di superet.)
valvole: quattro+raddriz.
gamma: O.M.
alimentazione: da rete
mobile: in legno
dim.: 52x92x32,5 cm.
produzione: numeri non disponibili
prezzo al pubblico: 1850 Lire

Descrizione dell’apparecchio

Anche se il prezzo può essere considerato contenuto per l’epoca e le prestazioni dell’apparecchio, questo modello fu certamente acquistato da persone abbienti che avevano il problema di coniugare la voglia di nuova tecnologia con la cura dell’oggetto di arredo. All’aspetto esterno appariva come un normale mobile in legni pregiati, in quanto sia la radio che il giradischi erano entrambi celati sotto il coperchio superiore. Da qui erano accessibili i due comandi di controllo: accensione/volume e sintonia. Questo modello appartiene alla terza serie di apparecchi prodotti dall’azienda dal suo esordio sul mercato. Il telaio meccanicamente è simile, con poche varianti di adattamento, a quelli del Coribante, Scrigno, Aedo (sempre Radiomarelli). L’altoparlante è collocato nella parte bassa del bobile, con il cono rivolto verso il pavimento e sempre invisibile dall’esterno).

Brevi note sull’azienda

Radiomarelli è una “costola” della Magneti Marelli Fabbr. Ital. Magneti, nata nel 1912 e a sua volta evoluzione della Ercole Marelli, fondata nel 1891 a Milano. La Radiomarelli inizia l’attività alla fine degli anni ’20 e debutta alla Fiera di Milano nel 1930. Inizialmente lavora su licenza American Bosch (emissione della tedesca Bosch) sfruttando le ottime qualità tecniche degli apparecchi di questa casa. Successivamente si affranca dalla dipendenza americana, iniziando una produzione propria di buona qualità sia tecnica che estetica. L’attività cessa negli anni ’70, dopo una esperienza negativa con il consorzio statale SEIMART.

Altre info&foto

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Alcune delle valvole impiegate nel suo circuito e che costituirà, almeno agli inizi della produzione di questo apparecchio, una sua peculiarità: l’adozione di un particolare circuito eterodina, la “ultradina”, invece della più tradizionale “supereterodina”.

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L’accesso al giradischi  consentiva anche l’accensione della radio e i suoi comandi. La sintonia è posta sul lato destro del braccio.

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La classica levetta posta a lato del piatto per la regolazione della velocità (in quegli anni, rigorosamente limitata a 78 giri)

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La targhetta identificativa dell’apparecchio, posta sulla parte posteriore del telaio.

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